The Cove è un documentario statunitense del 2009 diretto da Louie Psihoyos, che descrive la caccia annuale del delfino che si svolge in un parco nazionale giapponese a Taiji (Wakayama).
Il film è stato registrato a Taiji in segreto per cinque anni da Richard O’ Barry e dalla sua troupe, che l’hanno aiutato a documentare questa atroce mattanza dei delfini, il film è stato ed è stato successivamente bandito in Giappone.
Il film documenta le tecniche utilizzate per la cattura e uccisone dei delfini e l’alto tasso di mercurio presente nella carne del cetaceo di Taiji; la carne poi viene rivenduta nei banchi e distribuita nelle mense scolastiche spesso gratuitamente al fine di “donare” un premio alla popolazione che tacitamente custodisce questo segreto.
Il 7 marzo 2010 il film ha vinto l’Oscar al miglior documentario.
Richard O’Barry, l’addestratore di Flipper, lo storico telefilm, dopo la morte del suo inseparabile amico acquatico si è trasformato nel più acceso difensore di questi mammiferi; nel suo documentario dimostra che i trafficanti selezionano la maggior parte dei delfini per i delfinari e per le varie attrazioni acquatiche; tutti quelli che vengono scartati sono uccisi per essere poi dati alle mense scolastiche; ogni anno vengono massacrati 23,000 delfini innocenti; alcuni, i più “fortunati” vengono catturati per essere rivenduti nei parchi acquatici o delfinari, mentre il rimanente viene trucidato per poi essere mangiato.
Dagli studi condotti proprio da Richard O’Barry, si evince come quasi la maggioranza dei delfini introdotti nei delfinari, abbia una vita molto breve di circa due anni; la causa maggiore del loro decesso è lo stress, causato dal continuo addestramento, dal caos sonoro di questi circhi acquatici e dal distacco dalla vita naturale. A questo proposito, i vari pesci premio che vengono donati ai delfini durante gli addestramenti o spettacoli, sono imbottiti di Malox, il farmaco contro l’ulcera dello stomaco!
Il film è testimonianza di come il delfino ha coscienza e intelligenza superiore all’uomo, di come i delfini si fidino dell’uomo e lo ricoprano di gratitudine; il film è testimonianza della crudeltà umana e come i parchi di divertimento diventano prigioni insopportabili dei delfini, che muoino di stress e che vengono curati con il Malox, per le ulcere che gli vengono causate dall’altro livello di stress a cui i delfini vengono messi alla prova solo per il compiacimento di noi umani.
A Taiji la stagione di caccia c’è ogni anno e dura sei mesi. A Settembre si ricomincia ininterrottamente! Guardate il Trailer, comprate il film e agite senza pensarci! Tra soli 40 anni potremmo nuotare, surfare e viaggiare per gli oceani senza il nostro amico Delfino!
© Copyright Photo by The Cove
© Copyright Photo by Richard O' Barry
© Copyright Photo by The Cove
© Copyright Photo by The Cove
© Copyright Photo by The Cove
© Copyright Photo by The Cove
© Copyright Photo by The Cove
© Copyright Photo by The CovePer Maggiori iInformazioni:
http://www.thecovemovie.com/
http://www.savejapandolphins.org/
Scrivi all’ambasciatore giapponese in Italia per far cessare la mattanza dei delfini nella baia di Taiji:
Mr. Hiroyasu Ando - Ambasciata Giapponese in Italia
Via Quintino Sella 60, 00187 Roma, Italia
E-mail: culturale@ro.mofa.go.jp
Fermate questa Atrocità, firmando la petizione Online: Firma la Petizione


















6 Comments to “The Cove. La mattanza dei Delfini a Taiji”
Non conoscevo questa atrocità, non avevo mai visto il documentario e non sapevo la rocambolesca esperienza dell’autore. Che dire? Di certo la carne di delfino continuerà ad essere bandita dalla mia tavola e di sicuro i delfinari come i parchi acquatici saranno da oggi, visti in maniera differente. Grazie per l’articolo e il vostro impegno
Grazie a te per la lettura e il sostegno; condulta i link dove potrai trovare altre info e magari dare una mano.
E’ veramente terrificate, ma è molto importante sapere che questo accade, per un sapere colettivo per aprirci gli occhi davanti a cose che ci vengono nascoste, sperando che un giorno diminuisca o meglio finisca.
La miglior cosa e far girare le notizie. Grazie
Ciao Patrizio, complimenti per ciò che realizzi e di come lo realizzi. In questo caso poi è estremamente significativo far girare in rete notizie di questa brutalità ed inciviltà.
Ciao a te e grazie per le parole; ci soddisfa dar vita a quel che ci piace e viviamo ogni giorno. Questo è il primo di una lunga serie di Articoli dedicati al mondo sommerso che dilaga. Continua a seguirci.